Sindrome Metabolica: Bambini e Adolescenti Presentano Già Fattori Di Rischio

Sindrome Metabolica: Bambini e Adolescenti Presentano Già Fattori Di Rischio

Definizione Di Sindrome Metabolica

Con il nome “Sindrome Metabolica”, inizialmente chiamata Sindrome X, si fa riferimento ad un insieme di fattori di rischio correlati tra loro e presenti simultaneamente che, collettivamente, aumentano la probabilità di sviluppare una malattia cardiovascolare (CVD, cardiovascular disease); il concetto di base resta complicato, poiché non esistono criteri unificati per definire i fattori di rischio cardiometabolici coinvolti.

I fattori di rischio maggiormente presi in considerazione per la diagnosi di MetS comprendono una pressione arteriosa elevata (≥135/80 mm Hg), l’alterata glicemia a digiuno secondo i criteri ADA (≥100 mg/dL) e la dislipidemia aterogenica, caratterizzata da: trigliceridi alti, bassi livelli del colesterolo HDL e livelli elevati di apolipoproteina B (apo-B), che è principale componente proteica delle lipoproteine a bassa densità (LDL) e delle lipoproteine a densità molto bassa (VLDL).

I fattori di rischio della Sindrome Metabolica comprendono inoltre uno stile di vita sedentario, età, etnia, anamnesi personale positiva per diabete gestazionale, anamnesi famigliare positiva per diabete mellito di tipo 2, ipertensione e CVD prematura.

Epidemiologia Della Sindrome Metabolica

La prevalenza della sindrome è molto variabile in quanto dipende dall’età, dall’etnia, dal grado di obesità e dalla predisposizione a sviluppare diabete di tipo 2.

Secondo i dati dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare, raccolti a partire dal 1998 e pubblicati sul sito del Progetto Cuore, in Italia la prevalenza della Sindrome Metabolica è del 23,5% per gli uomini e del 18,5% per le donne.

Eziologia Della Sindrome Metabolica

Sebbene non sia mai stata identificata un’eziologia unica per la Sindrome Metabolica, è stato stabilito che la IR (IR, insulin resistance) sia uno dei fattori scatenanti.

Il rischio di sviluppare IR aumenta durante la pubertà, con conseguente aumento delle probabilità di insorgenza della Sindrome. Si presuppone che la IR aumenti a seguito dell’incremento dell’ormone della crescita circolante attivo durante l’adolescenza.

Oltre alla IR, un altro fattore concorrente allo sviluppo della Sindrome Metabolica è l’obesità addominale che dovrebbe essere tenuta sotto controllo già nei bambini e negli adolescenti monitorando l’indice di massa corporea (BMI).

Il sovrappeso e l’obesità in età giovanile sono associati all’insorgenza di: insulino-resistenza, aumento della pressione arteriosa, alterata tolleranza al glucosio e dislipidemia.

Questi fattori aumentano la possibilità di soddisfare i criteri della Sindrome Metabolica e, di conseguenza, risulta imperativo affrontare il sovrappeso e l’obesità apportando delle modifiche allo stile di vita in età giovanile.

Come per gli adolescenti, non è stata definita, allo stato attuale, un’eziologia singola per la Sindrome Metabolica negli adulti: l’obesità addominale e la IR sembrano essere le due cause più probabili per l’insorgenza di questa patologia.

Per gli adulti con età pari o superiore a 35 anni si consiglia lo screening per la malattia attraverso la valutazione dei lipidi durante l’esame fisico di routine.

Lo screening in soggetti più giovani è indicato solo in caso di anamnesi famigliare positiva per ipertensione, diabete, CVD e obesità.

Negli adulti, la distribuzione del grasso corporeo o la configurazione corporea, come ad esempio la conformazione ginoide (ovvero a pera) per le donne e quella androide (ovvero a mela) per gli uomini è stata associata ad un aumentato rischio di insorgenza della CVD.

La Cura Attraverso Le Modifiche Dello Stile Di Vita

Il trattamento dell’obesità nei bambini e negli adolescenti si prefigge come scopo principale quello di implementare dei cambiamenti positivi nello stile di vita, che possano diventare persistenti e che abbiano risvolti positivi sia a livello fisico che emotivo.

Negli adulti, una perdita di peso corretta e adeguata consiste in una riduzione pari al 10% del peso iniziale, in un periodo di 6-12 mesi.

Per i soggetti obesi è possibile raggiungere una perdita di peso sicura ed efficace con un deficit calorico  giornaliero pari a 500-1000 calorie, che si traduce in una perdita di peso di non più di 0,5-1 kg alla settimana. A

una perdita di peso adeguata corrisponde un miglioramento del controllo metabolico, dell’insulino-resistenza, del colesterolo e della pressione arteriosa. Il regime dietetico dovrebbe essere povero di grassi.

Alcuni studi hanno associato un alto apporto di fibre nella dieta ad una diminuzione del colesterolo, della mortalità cardiovascolare e della mortalità per  tutte le cause.

Le fibre alimentari si trovano soprattutto nella crusca d’avena, nei legumi e nell’orzo, nonché in molti tipi di frutta e verdura.

I soggetti affetti da MetS dovrebbero incrementare l’apporto di fibre solubili in modo molto lento per una migliore aderenza a lungo termine, iniziando con fonti dietetiche come frutta, cereali, legumi e aumentando le dosi nel corso del tempo.

Molte delle diete comunemente adottate cercano di stabilire un equilibrio ideale tra i macronutrienti al fine di conseguire una perdita di peso duratura.

La perdita di peso risulta più efficace quando alla riduzione calorica viene associata una maggiore attività fisica.

Le linee guida per il trattamento dell’obesità dell’NHLBI raccomandano di svolgere una moderata attività fisica di almeno 30 minuti per 5 volte alla settimana (150 min/settimana).

Conclusioni

La prevalenza della Sindrome Metabolica è in costante aumento e la mancanza di un consenso unanime circa la sua definizione nei bambini, negli adolescenti e negli adulti rende molto difficile la sua identificazione.
Considerando le proporzioni epidemiche dell’incidenza di obesità e diabete, è lecito pensare che la prevalenza effettiva di tale patologia sia molto più elevata di quella mostrata dai dati raccolti.

I bambini e gli adolescenti che presentano i fattori di rischio descritti, hanno una più elevata probabilità di sviluppare la Sindrome Metabolica e il diabete di tipo 2 in età adulta.

È importante affrontare tempestivamente i fattori di rischio in questi pazienti con un’attenzione particolare alla prevenzione, al fine di evitare l’insorgere o la progressione di complicanze metaboliche.

Alla Sindrome Metabolica è associato un elevato rischio di malattie cardiovascolari e ciò rende l’attività preventiva ancora più di fondamentale importanza.

Il Servizio Sanitario dovrebbe incoraggiare regolarmente sia i pazienti in età pediatrica sia gli adulti a seguire le raccomandazioni per la prevenzione delle CVD e dei susseguenti eventi cardiovascolari promuovendo campagne di sensibilizzazione ed investendo nella medicina preventiva.


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